Chi vuole essere milionario?” ("Who Wants To Be a Millionaire?") è un quiz televisivo trasmesso in Italia da Canale 5, che deriva dal format originale prodotto dalla tv inglese Independent Television (ITV) e da Celador. Nato nel 1998, nel maggio 2000 è sbarcato in Italia, e da allora viene regolarmente ripreso in ogni stagione, con la conduzione di Gerry Scotti.
Ospitato nello studio 11 Mediaset di Cologno Monzese, probabilmente è uno dei pochi show in cui la modalità di gioco è uguale in tutti i paesi in cui va in onda. “La produzione impone delle scelte molto rigide - ci dice il direttore di Fotografia Aldo Solbiati - ma a livello di luci c’è comunque un certo margine di intervento creativo”.
Nei moderni quiz-show la luce assume un ruolo preponderante, perché contribuisce a scandire le varie fasi della puntata: e anche in questo format, la luce sottolinea l’entrata del conduttore, l’introduzione dei nuovi concorrenti, il rientro dagli stacchi pubblicitari, e soprattutto il momento più emozionante - il passaggio da un montepremi all’altro.
Dice Aldo Solbiati: “lo studio è un’arena luminosa, i punti luce provengono da ogni parte: ho una batteria di frontali a terra per l’effettistica in camera 2 e il jimmy, i laterali sulle due americane alte per il pubblico, i controluce lungo il percorso d’entrata per il conduttore e una serie di cambiacolori che circondano dal basso la postazione di gioco”.
“La presenza delle due batterie di fari sulle americane laterali è stata una mia scelta - continua Aldo Solbiati - che mi differenzia dalle altre produzioni nazionali. Per fare questo ho scelto 36 tra spot e wash a 300W della Clay Paky, proiettori versatili e compatti che mi garantivano sia la copertura luminosa sufficiente, sia l’agile posizionamento in uno studio relativamente piccolo. Il gioco è consistito principalmente nel creare delle sventagliate di luce bianca e sincronizzarle a vari jingle musicale, per sottolineare i momenti salienti dello spettacolo”.
Altra caratteristica del light design è la suggestiva colorazione luminosa dello spicchio di pavimento sotto alle postazioni dei protagonisti, ottenuta grazie all’inserimento di 20 cambiacolori Clay Paky sotto a una pavimento in plexiglass trasparente.
Ogni fase del gioco ha i suoi passaggi obbligati, dove una o più batterie di fari concorrono a puntellare la tensione: il tutto è reso ancora più spettacolare dal movimento a salire o a scendere delle riprese televisive. Man mano che il livello sale, i proiettori si spengono sul pubblico e si lavora con la luce focalizzata sulla postazione di gioco. La suspense è accresciuta da un rapido passaggio di regia fra il conduttore, il concorrente e i suoi parenti nelle prime file del pubblico.
Tutto il materiale luci è stato fornito da Xenon, operatore alla consolle Andrea Mantovani. La scenografia di sala è completata da 2 video-wall, che riproducono i dettagli di ripresa (quasi sempre primi piani) e da dei cornicioni a led, che hanno sostituito quest’anno i neon, e che si colorano di arancio, blu, rosso a seconda del livello raggiunto.
“Chi vuol essere milionario?” rappresenta meglio di ogni altro il tipico quiz-show televisivo moderno, dove umanità e tecnologia, fasi di riflessione e di attesa emozionante si fondono in un mix avvincente, premiato sempre di più dagli ascolti, che ne fanno uno dei programmi più amati e seguiti in Italia e nel mondo.
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